Intervista alla Fattoria Didattica l’Arcobaleno

scritto da admin il 25 luglio 2011 | 6 commenti
in Il mondo dell'orto

Questa settimana abbiamo avuto la possibilità di intervistare Ettore che, dopo dopo aver lavorato a lungo come educatore, ha deciso di far nascere una fattoria didattica dall’azienda agricola di famiglia a Recanati.

1) Come è nata la Fattoria Didattica l’Arcobaleno?
Sono stato per molti anni educatore scout e collaboratore esterno di scuole elementari in qualità di esperto per la costruzione di libri. Quando, nel 1990, ho preso in mano la gestione dell’azienda agricola di mio padre mi sono subito reso conto delle potenzialità ludico-didattiche di una fattoria.
L’idea è rimasta (purtroppo) nel cassetto per molti anni.
Solo nel 1997 sono iniziati i lavori di restauro dei locali (che in precedenza era una porcilaia di grandi dimensioni da molto tempo inutilizzata) e la fattoria didattica è decollata nel 1999.

2) Quali sono le principali attività della tua fattoria?
Le attività didattiche della fattoria sono legate ai lavori stagionali della campagna.
Il grosso si concentra nel periodo marzo-giugno con laboratori dedicati ai cereali, al grano, alla farina, al pane e alla pizza.
In autunno le attività si susseguono in questo ordine: la vendemmia, la zucca (non solo Halloween), l’olio di oliva e per finire il mais.
Le attività agricole sono legate alla coltivazione di grano, girasoli, zucche, mais, bietole, olivi, viti e alla gestione di un piccolo allevamento con 15 capre, 1 mulo e alcuni animali di bassa corte.

3) Qual è la fascia di età che prevale tra i visitatori? Sono più le scuole e gli asili o le famiglie a partecipare alle attività?
I bambini che frequentano la fattoria sono per il 60% della scuola primaria, il 20% della scuola dell’infanzia, per il 10% degli asilo nido, per il 10% da gruppi di famiglie.

4) Come si svolge una giornata di una fattoria didattica?
L’ideale sarebbe rimanere in fattoria una giornata completa (6-8 ore compresa la sosta per il pranzo). I laboratori sono tutti differenti tra loro, il più gettonato è quello del grano.
Esempio di una giornata tipo dedicata al grano:
Ore 9:00 accoglienza-passeggiata in mezzo ad un campo di grano, piccola lezione sull’importanza di un chicco di grano;
ore 10:00 sosta per la merenda;
ore 10:30 maciniamo il grano con la macina di pietra, setacciamo farina e crusca;
ore 11:00 le mani in pasta: ogni bambino farà un panino e una pizza;
ore 12:00 sosta per il pranzo
ore 13:00 laboratorio minilibro: ogni bambino realizzerà con le sue mani un minilibro con la ricetta del pane;
ore 15:00 visita agli animali della fattoria;
ore 16:00 saluti e partenza

5) Attraverso i laboratori didattici, quanto e in che modo è migliorato il rapporto dei bambini con la verdura e gli animali?
L’informazione più importante che cerco di trasmettere a tutti i bambini che vengono in fattoria è che il cibo non nasce al supermercato, non si fabbrica.
Il cibo nasce e cresce in campagna e se la campagna è pulita, il cibo è pulito!

6) Quali sono i tuoi futuri progetti?
In futuro non prevedo grandi cambiamenti alla gestione della mia fattoria ma solo alcuni migliorie strutturali per rendere il tutto più accogliente.

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  1. vania scrive:

    mi interessava il programma degli incontri delle domeniche fino a gennaio.grazie

  2. marte scrive:

    Non capisco perchè anche i genitori debbano pagare….La Fattoria Didattica è per i bambini, i genitori fungono solo da accompagnatori…..non facciamo che una cosa carina diventi un Business ….

  3. paolo scrive:

    Qunado accompagni i bimbi in un parco divertimenti non ti fanno pagare? quando vai al cinema a vedere un cartone non ti fanno pagare?

  4. samanta scrive:

    C’è andata mia figlia proprio stamattina con l’asilo, a “vendemmiare”.
    8 euro per 3 ore e mezzo… per 40 bambini di 4 anni… Un furto, altro che un business!

  5. ettore sbaffi scrive:

    rispondo a Samanta. Io ho 60 anni e in tutta la mia vita ho imparato una cosa molto importante: non è così facile e scontato fare i conti nelle tasche degli altri. Prima cosa da far notare è che le maestre (probabilmente per colpa della burocrazia )non hanno potuto usufruire dello sconto di un euro che di solito faccio al 90 per cento delle classi che vengono da me. seconda cosa possiamo fare i conti insieme : se alle 8 euro togliamo 22% di iva poi togliamo 30% di tasse ne rimangono 4, togliamo ora un paio di euro per ogni bambino di spese fisse e spese variabili ( acqua luce gas materiale didattico commercialista inps ici imu tares pulizia dei locali ecc. ecc.). A questo punto rimangono si e no 2 euro a bambino per un totale di euro 80 (contro i 320 incassati). In quanto alle tre ore e mezzo di laboratori forse la signora Samanta non sa per far lavorare seriamente i bambini ci deve essere una organizzazione seria alle spalle e questo porta via altro tempo. Io sono in azienda alle ore 7 per preparare tutti i materiali al meglio poi quando i bambini hanno finito e se ne vanno c’è da resettare il tutto (se va bene 3 ore solo per pulire). Poi ci sono gli animali della fattoria (mangiano tutti i giorni 365 giorni all’anno).Poi c’è la vigna che và potata concimata mondata da primavera all’autunno. Per finire la mia fattoria didattica lavora con i bambini oramai da 15 anni e moltissime scuole ritornano spesso e volentieri nella mia azienda proprio per il buon rapporto qualità-prezzo.

  6. Enrico scrive:

    Rispondo a ettore sbaffi: capisco il concetto dell’Iva, anche se va portata a compensazione degli acquisti, ma non si calcolano le tasse sui ricavi ma sugli eventuali utili. Detto ciò, fate bene a farvi pagare caro: dopotutto siete una società a scopo di lucro.

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