coltivazione pomodori da conserva

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Salve a tutti, sono un contadino della domenica, ho un piccolo terreno argilloso dalle parti di Orte (Vt), su cui ci ho messo un piccolo orto di 250mq; non essendo recintato per motivi economici, ed essendo io di roma, non è seguito molto, ma mia moglie ha una unica passione, i pomodori per fare la conserva. Tranne il primo anno che ho fatto una discreta produzione, sono circa 3 anni che raccolgo poco o niente. L'anno scorso dopo averlo concimato a dovere con letame di mucca, una grandinata mi ha distrutto tutto, circa 300 piante. Ora vorrei quest'anno fare una buona produzione e siccome mi è avanzato del letame, vorrei sapere se è ancora buono ed in che proporzione nonchè vorrei avere dei consigli utili, considerando che per l'innaffiatura uso il goccia a goccia direttamente nel terreno per 3 ore di notte

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    La rotazione colturale è una pratica indispensabile per la corretta gestione di un orto, soprattutto se è condotto con metodi biologici.
    La "stanchezza" del terreno derivata dalla monocoltura non è solo un fatto di fertilità, ma riguarda anche la presenza o meno di sostanze rilasciate dalle piante, cataboliti o vere e proprie tossine, lo sfruttamento prolungato dello stesso livello di substrato, la diffusione di spore o uova di parassiti dannosi per quella determinata coltura; tutti fattori che anno dopo anno non possono non inficiare la produzione.
    Anche a livello industriale, dove le colture susseguono a se stesse per diversi anni, ad un certo punto si deve cambiare coltivazione, perchè anche le pur mirate pratiche di concimazione e difesa fitosanitaria non bastano più.
    Il pomodoro è uno degli ortaggi più esigenti in fatto di coltivazione e i risultati migliori si ottengono solo rispettando ogni pratica razionale.
    Nella mia esperienza quasi trentennale di ortolano hobbista ho più volte fatto esperimenti, su ogni ortaggio, riguardo a concimazione, esposizione, irrigazione, ecc.; niente mi ha mai penalizzato maggiormente del fatto di ripetere la stessa coltura nello stesso posto.

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    Se non ho capito male, sono quattro anni che coltivi pomodori nello stesso terreno?
    se è così francamente mi sembra un pò troppo e dovresti cambiare tipo di coltura; nessun terreno può sopportare tanto, anche se viene concimato a dovere. Per quest'anno andrebbe bene una coltura miglioratrice come le Leguminose (fagioli, piselli e simili). Il letame dovrebbe essere ancora buono, semmai bagnalo un pò se ti dovesse sembrare asciutto: in questo modo farai riprendere a lavorare anche la flora microbica che contiene.
    L'impianto a goccia è ideale, chiaramente in relazione alle esigenze delle piante e al clima: quando fa molto caldo non rimanere radicato sulle 3 ore, potrebbe non essere sufficiente.
    Purtoppo un orto richiede un certo impegno, non tanto come quantità di lavoro ma come distribuzione di esso: servono anche solo qualche decina di minuti al giorno, ma tutti i giorni. Se questo non si può fare bisogna anche accontentarsi dei risultati.

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    hai perfettamente raggione, dovrei cambiare coltura, ma considerando che d'inverno non è per la maggior parte coltivato, credo di non sfruttare il terreno poi così tanto, considerando che negli anni precedenti, non ho avuto una grossa produzione in quanto nessuno mi aveva mai detto che il terreno andava concimato; non sorridere, ho già specificato che mi sto avvicinando alla terra adesso e faccio il contadino della domenica

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    questo è per tutti e due. I pomodori sono uno dei pochi ortaggi che può e in certi testi deve rimanere più o meno nello stesso posto, è vero che impoverisce il terreno ma una leguminosa si può seminare vicino, per es. al posto di fare una fila di 300 pomodori intervalla delle leguminose lungo la fila per migliorare il terreno anche per i pomodori e mantenere un equilibrio. Poi se non hai ranto tempo il pomodoro non è molto consigliato.

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    La rotazione colturale è una pratica indispensabile per la corretta gestione di un orto, soprattutto se è condotto con metodi biologici.
    La "stanchezza" del terreno derivata dalla monocoltura non è solo un fatto di fertilità, ma riguarda anche la presenza o meno di sostanze rilasciate dalle piante, cataboliti o vere e proprie tossine, lo sfruttamento prolungato dello stesso livello di substrato, la diffusione di spore o uova di parassiti dannosi per quella determinata coltura; tutti fattori che anno dopo anno non possono non inficiare la produzione.
    Anche a livello industriale, dove le colture susseguono a se stesse per diversi anni, ad un certo punto si deve cambiare coltivazione, perchè anche le pur mirate pratiche di concimazione e difesa fitosanitaria non bastano più.
    Il pomodoro è uno degli ortaggi più esigenti in fatto di coltivazione e i risultati migliori si ottengono solo rispettando ogni pratica razionale.
    Nella mia esperienza quasi trentennale di ortolano hobbista ho più volte fatto esperimenti, su ogni ortaggio, riguardo a concimazione, esposizione, irrigazione, ecc.; niente mi ha mai penalizzato maggiormente del fatto di ripetere la stessa coltura nello stesso posto.

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    ho un vicino che ha 75 anni, ha sempre fatto l'ortolano e i pomodori li ha sempre nello stesso posto da almeno 20 anni, tiene la semente di tutto praticamente e dice che è meglio che i pomodori stiano sempre nello stesso posto, ma ripeto che consociando tanti ortaggi non è più monocultura. è vero per le malattie e le uova che possono nascere l'anno dopo ma è anche vero che se riesci ad avere un equilibrio tra tutte le specie animali e vegetali non dovresti avere problemi per un insetto dannoso perchè c'è un altro insetto predatore.
    Con questo non voglio dire che la rotazione sia sbagliata o non serva ma preferisco vedere più dinamiche che solo la rotazione.

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