Intervista a Karmela, hobby farmer creativa!

scritto da Laura il 10 luglio 2011 | nessun commento
in I consigli, L'orto del vicino

1) Da quanti anni hai l’orto in terrazzo?
Per l’orto come tale è la prima stagione, gli altri anni avevo appena alcune piante aromatiche e decorative.. Comunque molti semi da questa primavera hanno germogliato, le piantine sono fiorite, alcune hanno già dei piccoli frutti, e proprio l’altro giorno abbiamo colto il PRIMO “trofeo” da assaggiare: un cetriolo, che.. sarà per l’effetto della soddisfazione stessa,.. ma era buuoooooooniiiiiiiissssssiimoo!!

2) Come mai hai deciso di costruirti il tuo orto?
Amo davvero tanto la natura. Sono cresciuta nella periferia di una piccola città in Ucraina, dove tutti i bimbi passano l’estate negli orti: di casa, dei vicini, dei nonni.. Dove sono annidati i miei ricordi più dolci: nascondino tra i lamponi, capanne sul melo, pentolini con petali di rose.. E gli odori.. di terra bagnata, del pollaio, di cespugli pieni di fiori.. mmm.. nostalgia..
Dico la verità però. Per mia sfortuna ho sempre pensato di essere “ASSOLUTAMENTE NEGATA PER LE PIANTE”. Il mio “pollice senza colore” è stato a lungo un tasto dolente..
Ora vivo in Emilia Romagna. La mia bambina Francesca quest’anno a scuola ha fatto molte attività sull’educazione alimentare, tra cui laboratorio con l’orto. Per farla breve.. ha portato a casa una piccola piantina di pomodoro seminata dalle sue manine con tanto entusiasmo. Con altrettanta delusione, una settimana dopo, la pianta è deceduta sul balcone. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso, colmo di dispiacere e di sfiducia! Come si dice “cosa non si farebbe per i figli..”, ho deciso di reagire. Mi sono tuffata in ricerche sul web. Ho trovato tanti consigli utili, ma soprattutto tanto INCORAGGIAMENTO proprio nel vostro sito.. Ve ne sono molto grata perché ho cambiato la mia idea: ho cominciato a credere che non è una questione di “pollici”, ma di dedizione e informazione. Coltivare non è per pochi fortunati talentuosi, ma è una delle cose più “naturali” che l’uomo sa fare da millenni. Certo, senza passione non funziona, ma prendersi cura di un essere vivente seppur vegetale, fa crescere anche tante soddisfazioni.. Ora curo le mie piantine come dei figlioletti con coccole e tisane ogni sera, e basta davvero poco. Insomma, se ci sto riuscendo io..C’E’ SPERANZA PER TUTTI!

3) Quali sono gli ortaggi che coltivi di più?
Il tutto per quest’anno è molto casuale. Subito ho ricomprato il pomodoro e poi dalla scuola sono arrivati anche cetrioli e zucchine. Avevo già varie piante decorative e un lampone, per cui il mio piccolo balcone (anche l’unico nell’appartamento, quindi con panni stesi, tavolino per i giochi ecc.) cominciava ad essere pieno. L’azzardo però non ha dato tregua alla tentazione, quindi aggiungendo peperoni, fragole, rosmarino, erba cipollina, un intera semina di basilico e due cassoni per semina di carote, abbiamo creato un orto piacevolmente fitto e variopinto.

4) Quali oggetti utilizzi per coltivare le tue piante?
Nella mia passione regna la filosofia del caso. Tutto cominciò per caso.. e non poteva essere che casuale la scelta dei materiali. Per questioni economiche e di spazio, e (confesso) di pigrizia a volte mi sono trovata a corto di vasi. Così ho riciclato vecchi oggetti dove ho sperimentato le mie coltivazioni.
Un esempio è il carrello portafrutta. Da quando ho preso il cane per questioni igieniche non potevo tenere gli alimenti “a portata di naso”, così l’ho riciclato. Ho rivestito le pareti con ritagli di tovaglia plastificata, lasciando libero il fondo per lo scolo dell’acqua. Per non disperdere il terriccio dai fori troppo grandi, ho steso sul fondo della stoffa per zanzariera.

Visto che il carrello è modulare, ho staccato un ripiano usandolo singolarmente. Qui, invece che rivestirlo, ho semplicemente appoggiato una borsa da spesa in tessuto non tessuto. Tagliato il fondo, appoggiato stoffa da zanzariera, riempito di terriccio, ho piantato uno stolone di fragole..

Il secchio di vernice ha avuto bisogno di tanti forellini sotto (che ho fatto usando un punteruolo, ma se avessi usato il trapano avrei fatto meglio e prima, con meno fatica). Mi mancava un sottovaso grande, ma avevo una bella vaschetta verde per tartarughe…

5) Da dove prendi spunto per realizzare i tuoi esperimenti?
Sono stata disegnatrice, quindi ho un po’ di vena artistica. Dopo il divorzio ho smesso perché mi sono ritrovata a fare mille lavori per vivere. Ora mi diverto a fare creazioni di casa. Mi piace unire l’utile al dilettevole. Per smorzare la monotonia basta renderla più giocosa, proprio come fanno i bambini. Noi adulti abbiamo tanto da imparare da loro, soprattutto in fatto di fantasia e spontaneità. Per essere creativi bisogna saper giocare. In più..amo la semplicità e odio il consumismo. Per questo riciclo, riciclo, riciclo! E se posso riciclo un mio pensiero che avevo già scritto in un e-mail:
Dare un senso diverso agli oggetti di uso comune, può cambiare il nostro punto di vista consumistico.. può aiutarci ad apprezzare di più quel po’ che abbiamo dalla vita,.. a tenercelo stretto al cuore,.. a FARCELO BASTARE, e perché no, un buon fondo per la ricetta della felicita…

6) Quali esperimenti hanno portato frutti e quali invece hanno creato problemi alle tue piante?
Direi che i problemi li ho avuti solo per questioni di spazio ristretto. Su un balcone non ce n’è mai abbastanza e a volte sono stata tirchia con le piante dandogli contenitori troppo piccoli. Del resto direi che basta seguire poche regole e qualsiasi contenitore inutile in casa potrebbe avere miglior vita ospitando la crescita di una preziosa creatura vegetale.. L’importante è che non sia di ferro (meglio plastica, ceramica, vetro o legno); bisogna che abbia fori sul fondo per il drenaggio e che si adatti per forma e dimensioni alla pianta.
Per esempio il colapasta in plastica si è rivelato perfetto! La mia piantina grassa cresce rigogliosa già da tre anni.

Invece per i cactus ho usato una teglia da forno in ceramica. Anche se non è forata si adatta per una pianta che non va annaffiata quasi mai. La forma poco fonda e un terriccio con tanta ghiaia aiutano l’acqua ad evaporare comunque senza creare muffe.

7) La passione per l’orto è solo tua oppure coinvolge tutta la famiglia?
Questa passione arriva proprio grazie a mia figlia. Avevo comunque timore che per le mie piante avrei un po’ trascurato la famiglia, e forse qualche sera è successo..eppure vedo che Francesca è tanto entusiasta per le piantine, quanto per questa intervista.. Ho trovato un nuovo modo di condividere il tempo libero con lei, proprio ora che crescendo ha bisogno di nuovi stimoli..e i lavoretti da “ART-ATTACK” non bastano più…
E poi c’è il mio compagno, che paziente e gentile asseconda sempre tutte le nostre iniziative. Ha costruito dei cassoni con il compensato per seminare le carote. Per dare un po’ di estetica ho pensato:”cosa c’è di più bello di un paesaggio fatto da Franceschina?!” Il disegno non è ancora finito, ma vado molto fiera per questa creazione con la partecipazione di tutta famiglia.

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