Il grande dilemma: seminare o piantare?
scritto da Laura il 30 aprile 2010 | 2 commenti
in I consigli, Iniziare con l'orto, L'orto in balcone
Appena all’inizio e già di fronte ad un bivio: meglio usare i semi o interrare piantine?
Confesso che io all’inizio credevo, ingenuamente, che l’unico modo per far crescere qualcosa fosse partire dal seme. Poi è arrivata la mamma che, con l’aria sconsolata, mi ha informato dell’esistenza del mondo delle piantine!
Entrambi i metodi, come ogni altra cosa, hanno pro e contro. Proviamo allora ad elencarli e a scoprire qualcosa di più sulla diatriba semi/piantine.
Tutto ha il suo prezzo
Il costo di una bustina di semi è praticamente irrisorio, soprattutto se considerato in rapporto al numero di semi per confezione.
Le piantine spesso vengono vendute a gruppi (da 6-8, ad esempio), anche se non è difficile trovare negozi che le vendono singolarmente. Il prezzo a piantina è più o meno quello di una bustina di semi, ma la spesa, per la maggior parte degli ortaggi, resta comunque contenuta.
Calma calma, ritmo lento
Quanto siete disposti ad aspettare prima di poter raccogliere i frutti delle vostre fatiche agricole? Se scegliete i semi, ricordatevi che, grosso modo, seminerete a primavera e raccoglierete d’estate.
Piantare, invece, rende invece le cose decisamente più veloci. Nell’arco di tempo che impiega un ortaggio a crescere dal seme, potreste piantare e raccogliere ben due o tre volte.
Ma quanto mi rendi?
Guardando una bustina di semi mi sono spesso chiesta: ma basteranno per più di una volta? A meno che non abbiate spazio per una piantagione, la risposta è: sì! La quantità di semi in una bustina è sufficiente per diverse semine. Con una sola bustina, potreste andare avanti tranquillamente per anni.
Lo svantaggio più grande è che più il seme è “vecchio” più è difficile che nascano piante sane e robuste. In più, nonostante l’idea di eternità possa essere allettante, beh, neanche i semi durano in eterno, quindi occhio alla data di scadenza indicata sulla bustina!
Le piantine hanno, invece, una resa maggiore per quanto riguarda la quantità. Se in un anno potreste ottenere solo due piante adulte dal seme, potreste invece averne, a parità di superficie coltivata, ssei o sette dalle piantine. Da tenere in considerazione, il tempo è denaro!
Occhio al calendario
La spiegazione di questo “mistero” delle piantine così veloci a crescere non è affatto misteriosa!!
Il seme ha bisogno di “sentire” materialmente il ciclo delle stagioni, dovrà essere messo sotto terra generalmente a primavera e germinerà nell’arco di un certo numero di giorni. La piantina poi continuerà a crescere sempre di più e, all’incirca in estate, potremo finalmente avere qualcosa da raccogliere. Così è la natura!
Se scegliete di acquistare le piantine, invece, ci penseranno i vivaisti e le aziende a far germinare i semi in un ambiente protetto e controllato, dove è perennemente primavera….anche a dicembre. Questo significa che avrete a disposizione piantine tutto l’anno e che potrete interrarle in ogni stagione, inverno compreso.
L’unica cosa di cui dovrete comunque tenere conto sono le temperature. Anche se potete interrare delle piantine di lattuga a gennaio, mentre nevica, farlo potrebbe non essere un’idea azzeccatisissima. Meglio aspettare un mesetto!
Che luna, stasera
Per seminare, quindi, serve proprio un vero e proprio calendario delle semine che indichi quali sono i mesi più adatti per ogni specie. Tutto qua?? E no, sarebbe troppo facile! C’è ancora un’altra incognita da considerare: la luna!
Nella mia totale ignoranza iniziale, sono partita da un semplice ragionamento: semino in luna crescente, faccio l’azione contraria (cioè raccolgo) in luna calante. Ho deciso quindi di procedere alla semina del basilico! Ancora una volta, la consultazione della mia enciclopedia in materia (la mamma), mi ha svelato che esistono alcune specie che vanno seminate in luna calante: il basilico era una delle specie in questione! Quindi, se avete deciso di coltivare tenendo conto della luna, attenzione!
Andiam, andiamo a lavorar!
Seminare è abbastanza semplice: in sostanza basta spargere i semi sul terreno e ricoprirlo con altro terriccio! Questa sarà l’unica operazione che dovrete fare, se avete la possibilità di seminare in solchi (ma questo sarà molto difficile se il vostro orto è su un balcone). In caso contrario, quando inizieranno a nascere le piantine, dovrete poi diradarle, cioè estirparne alcune, in modo da lasciare spazio a quelle più forti.
Piantare, invece, è un pochino più difficile e comprende varie fasi come scavare una buca, estrarre la piantina dal suo vasetto stando attenti a non danneggiare le radici, mettere la piantina nella sua nuova casa
Insomma, piantare o seminare? Concludendo, usare i semi significa forse far crescere il vostro orto in maniera più naturale, scegliere le piantine comporta meno fatica, meno attesa e probabilmente anche meno rischio.
E voi? Preferite i semi o le piantine? Oppure usate entrambi i metodi?




Una volta preferivo acquistare direttamente le piantine, adesso preferisco seminare sia nel terreno (il bello del giardino) che in apposite seminiere (ne ho comprate sia in polistirolo che in plastica).
Velocizzo la germinazione usando un germbox (portaminuteria messo su un decoder sempre accesso o su altre fonti di calore) e la tecnica dell’osmo (semi a mollo per 24 ore in 1 litro d’acqua e 21 gr di sale).
Cerco di organizzarmi con i tempi, seminando in 3 fasi diverse dell’anno (dipende da cosa semino, ogni ortaggio ha i suoi tempi), cosi per Aprile ho ad esempio le prime piantine di pomodoro da mettere sul terreno.
Il PRO che più pro non si può dal seminare è – sopratutto quando si hanno dei semi di qualità, dati da persone di qualità, è che si mangia tutto naturale.
So di venditori di piantine che per velocizzare il tutto usano ogni soluzioni…
Certo, poi il lavoro bello e pronto piace a tutti, ma non è sempre vero che la semina porta via tantissimo tempo
Hai perfettamente ragione, Domenico! Mettere a dimora le piantine porta comunque un risparmio di tempo, ti fa vedere i risultati più in fretta e può essere un ottimo inizio per chi non ha mai coltivato, ma solo partendo dal seme si ha la “sicurezza” di quello che si coltiva…soprattutto se poi si prende l’abitudine di ottenere i semi direttamente dal proprio orto (o facendoseli dare da altri ortolani di fiducia
)