Il mondo degli orti urbani a Roma

scritto da Laura il 23 ottobre 2011 | nessun commento
in I consigli

Abbiamo fatto alcune domande a Zappata Romana, che ha realizzato la mappa degli orti urbani di Roma e una guida pratica per chi vuole far nascere uno spazio verde condiviso.

Come è nato il vostro progetto e perché?
Zappata Romana è nata nel 2010 a seguito di un processo di progettazione partecipata per un parco nella periferia di Roma. I cittadini avevano espresso l’intenzione di voler gestire direttamente quell’area: “Potete fare il progetto più bello del mondo, ma tra un anno saremo da capo con un parco senza manutenzione.” – abbiamo detto – “A Roma non viene fatta manutenzione. L’unico modo per poter avere un parco è gestirlo direttamente“. Consci che la prassi del “community garden” è diffusa in tutta Europa e nel Nord America, ci siamo incuriositi ed abbiamo indagato sull’esistenza di esperienze di questo tipo anche a Roma. Ne abbiamo scoperte 40, ed abbiamo pensato che era un peccato tenere queste informazioni per noi e farne solo un articolo o qualcosa di simile.

Zappata Romana studia orti e giardini condivisi a Roma, quale azione collettiva di appropriazione dello spazio pubblico urbano. Al momento Zappata Romana è una mappa on line interattiva che censisce le aree verdi condivise, ovvero gestite direttamente dai cittadini: orti, giardini, guerrilla garden. Per ognuna una foto, una descrizione e un link.

Zappata Romana è anche un sito (www.zappataromana.net) dove è possibile trovare informazioni, risorse e materiali per avviare un’area verde condivisa. C’è anche un manuale su come “fare” semplice e sintetico, basato sul modello delle guide pratiche di stampo anglosassone.

Orti urbani RomaPerché gli orti urbani e i giardini condivisi sono importanti per il paesaggio e la popolazione cittadina?
Gli orti e i giardini condivisi possono contribuire alla conservazione del paesaggio attraverso il presidio del territorio, allo sviluppo sostenibile attraverso la diffusione di pratiche quali le coltivazioni biologiche, l’educazione ambientale degli adulti e dei più piccoli, la diffusione di buone pratiche come il compostaggio e il riciclo dei materiali, ecc.
Orti e giardini condivisi sono, a nostro avviso, soprattutto spazio pubblico restituito alla comunità attraverso una azione collettiva dal basso per sperimentare nuove dinamiche ambientali, economiche e sociali.
Lo spazio pubblico è al centro della riflessione sulla città. Recentemente si è svolta a Roma a cura dell’Istituto nazionale di urbanistica (INU) la prima Biennale dello Spazio pubblico e nell’ultima Biennale di Venezia del 2010 quasi tutti i paesi espositori hanno scelto lo spazio pubblico come oggetto della narrazione della propria realtà nazionale.

Il motivo di queste scelte è semplice: le città, ovvero i luoghi dove si concentra la maggior parte della popolazione della terra, sono fatte di spazio pubblico. Pensare lo spazio pubblico è un modo per riflettere sul nostro tempo, perché lo spazio pubblico ha un valore sociale ed è una rappresentazione simbolica della comunità. La società si palesa dove, quando e se ci sono relazioni, associazioni, luoghi e occasioni di incontro.

Quanto e in quali zone sono diffusi gli orti condivisi a Roma?
Quando è stata resa pubblica nel novembre 2010 , la mappa di Zappata Romana conteneva 40 realtà.
Oggi, dopo il sesto aggiornamento della mappa, siamo giunti a 74 realtà: 20 orti, 39 giardini e 15 giardini spot. Bisogna inoltre tenere presente che la maggior parte dei giardini condivisi ha anche un orto didattico o collettivo. Questa settantina di realtà sono distribuite abbastanza uniformemente in tutto il territorio comunale.

Il vostro progetto ha riscosso successo tra i cittadini? Cosa spinge le persone, secondo voi, ad avvicinarsi all’orticultura urbana?
Ci arrivano continuamente, da ogni parte della città, richieste per informazioni su dove trovare orti e giardini per coltivare o aggregarsi ad una comunità. Il fenomeno degli orti e giardini è quindi in forte crescita ovunque ci sia un’area degradata o abbandonata, in centro come in periferia. La mappa di Zappata Romana ha avuto quasi 50.000 visite. Questo dimostra un grande interesse per gli orti ed i giardini condivisi.

Gli orti, in particolare, sono un fenomeno latente in tutte le città occidentali che in periodi di crisi economica hanno una grande espansione. Oggi più che in passato questo fenomeno si è diffuso grazie ad una visione critica dei consumi e a Michelle Obama che ha reso “nobile” questa pratica.
Anche i giardini condivisi sono una pratica diffusa in tutto il mondo. Da noi sono una novità che sta prendendo piede, basti guardare a Milano o a Torino.

Non vi sono solo aspetti globali dietro a questo fenomeno degli orti e giardini. A Roma aree verdi e zone edificate si alternano fino al cuore della città. Inoltre la grande presenza di verde e il basso investimento nella manutenzione del verde (circa 1,2 euro/mq di Roma contro circa 5 euro/mq a Parigi) fanno sì che numerose aree in cattivo stato di manutenzione o abbandonate” invitino” i cittadini a darsi da fare in prima persona. Questo è secondo noi il vero motivo scatenante di questi fenomeni a Roma. Anche nella sonnacchiosa Roma, i cittadini si rimboccano le maniche e danno vita, senza fare tanto clamore, a spazi pubblici che gestiscono direttamente e offrono alla comunità come spazio sociale e pubblico. I giardini e gli orti condivisi sono da questo punto di vista solo lo spunto per fare altro. Chi prende spunto dall’orto/giardino per lavorare con i disabili, chi per reinserire lavoratori in mobilità, chi per l’autoproduzione o l’educazione ambientale, chi per fare un presidio contro la speculazione edilizia, chi per creare una oasi di relax, per decoro o semplicemente per coltivare.

Orti urbani RomaQuali sono i passi che bisogna compiere per avviare un orto condiviso?
Partiamo da quello che avviene a Parigi: si va al Comune, si presenta un richiesta e si firma una convenzione quadro uguale per tutto il territorio comunale. Il Comune porta l’acqua nell’area indicata e del terriccio vegetale per avviare il giardino/orto. In cambio, l’Amministrazione chiede che l’area sia aperta a tutti almeno un paio di giorni alla settimana e che vi si organizzino degli eventi di carattere urbano.

A Roma le diverse realtà che abbiamo individuato hanno a volte un accordo o un sostengo economico con uno dei 19 Municipi in cui è suddivisa Roma, a volte con Roma Capitale (vi è una convenzione tipo per l’adozione gratuita delle aree verdi che riguarda prevalentemente le aree in gestione al servizio giardini), a volte con la Provincia o la Regione. A volte non hanno accordi con nessuno. Nessuno porta l’acqua se già non è presente e tanto meno il terriccio vegetale. Non vengono chiesti eventi di particolare carattere, ma solo la manutenzione ordinaria dell’area.

Abbiamo provato a sintetizzare “come fare” per avviare un giardino o un orto condiviso nella guida pratica disponibile liberamente online.
A chi vuole avviare un orto o un giardino consigliamo questi passi:

  1. condividere l’idea e la volontà di avviare un orto o giardino con il maggior numero di persone costruendo un progetto comune
  2. individuare le aree che abbiano le caratteristiche adatte al progetto
  3. attivarsi in modo organizzato con azioni di riqualificazione dell’area (ad esempio la pulizia) con attività di progettazione partecipata per lo sviluppo dell’orto/giardino, dando un segnale a tutti i cittadini e coinvolgendo il più ampio numero di persone possibile
  4. avviare il giardino con la zappa in mano

Il messaggio a cittadini, associazioni, comitati di quartiere è che si può fare, soprattutto guardando alle esperienze di chi l’ha già fatto.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?
Una delle principali conseguenze della mappa è stato l’incontro tra le diverse realtà censite e l’avvio di forme primordiali di scambio di informazioni ed esperienze. Stiamo lavorando insieme agli orti e giardini per incrementare questa comunità e costituire una vera e propria rete di orti e giardini condivisi.

Foto: Urban Sprouts

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