Giardinieri Sovversivi Romani: guerrilla gardening nella capitale!

scritto da Laura il 27 novembre 2011 | 3 commenti
in I consigli


Continua il nostro viaggio nel variegato mondo dell’agricoltura (ma anche del giardinaggio!) urbano: dopo l’intervista a Zappata Romana, questa volta parliamo dei Giardinieri Sovversivi Romani, un gruppo di guerrilla gardening davvero agguerrito!

1. Quando e come è nato il vostro gruppo?
I Giardinieri Sovversivi Romani nascono nel marzo del 2010 su un’idea di Vanessa Scarpa che apre un gruppo su facebook e lancia nello stesso mese un prima azione di guerrilla gardening ai giardini persiani-nuccitelli al Pigneto.
A sorpresa si presentano una trentina di persone tra loro sconosciute armate di zappe e di fiori pronte a ripulire ed a rendere più bella la propria città e dopo un mese è nato anche il nostro manifesto:

Uno spettro si aggira per la metropoli, lo spettro del guerrillagardenismo.
Colpiremo ovunque troveremo degrado e abbandono.
Saremo una spina nel fianco di tutte le amministrazioni negligenti. Non abbiamo e non vogliamo amici potenti.
 Siamo amici solo del signore e della signora “fare”.
 Il nostro nemico pubblico numero uno si chiama “blablabla”. 
Cittadino,affacciati e prendi nota:
Più fiori!
 Basta terrazzi tristi! 
Basta giardini tristi!
 Ricordati di annaffiare e di parlare con il tuo cane.
 Spiegagli che quei fiori sono lì per tutti.
 Non calpestarli, aiutali a crescere e a moltiplicarsi! 
Impara bene questi verbi:
-rinverdire
-colorare
-rallegrare
-annusare
-trapiantare
-seminare
-concimare
-innaffiare
-sovvertire.
Impara questo aggettivo:
GANZO. 
Ganzi siamo noi che attraversiamo la metropoli e agitiamo le nostre vanghe nella terra per seminare gioia. 
Ganzi siete voi che ci sostenete.
Hai un vivaio? Donaci le piantine.
Hai un amico o un parente che ha un vivaio? Fallo diventare nostro amico.
Fai di cognome Vivaio? Ci servi a poco ma sei sempre il benvenuto.
Fai di nome Vivaio? Unisciti a noi… certo però che cavolo di genitori che hai!
Giardinieri sovversivi romani. Azione verde per restituire braccia rubate al giardinaggio.

2. Perché avete scelto “Giardinieri Sovversivi Romani” come nome?
Questo nome vuole essere molto ironico, a differenza di tanti gruppi di guerrilla gardening che agiscono di notte, nascosti come per aver paura di fare qualcosa di illegale (che in teoria lo è) noi agiamo di giorno a volto scoperto accompagnati da bambini, mamme e persone qualunque, molto sovversivi!

3. Quanti siete, come siete composti e in che modo siete organizzati?
I giardinieri sovversivi che fanno parte della “mente” organizzativa sono più o meno 15, tra di noi ci sono giardinieri e architetti ma anche studenti, impiegati e disoccupati. Di per sé siamo persone qualunque che amano la propria città e l’ambiente.
Non abbiamo un vero modo di organizzarci e neppure regole, facciamo delle riunioni per decidere quello che faremo ma esse sono più momenti di incontro dove condividere dei tarallucci ed un bicchiere di buon vino in compagnia.

4. Quante azioni di guerrilla gardening avete all’attivo? Ce n’è qualcuna che ricordate in particolare?
Abbiamo fatto in tutto una ventina di azioni di questi quasi due anni di “attività” ma sicuramente il luogo che è rimasto a tutti noi di pù nel cuore è stato Tor bella monaca dove abbiamo avuto un coinvolgimento maggiore da parte degli abitanti e delle associazioni di quartiere.

5. Perché il guerrilla gardening è così importante? Quale impatto ritenete possa avere, concretamente, su una metropoli come Roma?
Alla base di ogni guerrilla c’è la volontà di ognuno di sporcarsi le mani, di affondarle nella terra per liberarla dall’immondizia che non le appartiene, di piantare semi o piante per trasformare un angolo di triste e grigio degrado in uno spazio colorato e pieno di vita. L’aiuola che nasce non appartiene ai “guerriglieri” ma alla città intera, a chi ci passerà davanti, a chi la vivrà o semplicemente la guarderà, riappropriandosene definitivamente e consapevolmente. E se qualcuno deciderà di annaffiarla o di tornare a casa a mettere un nuovo vaso sul balcone, la guerrilla avrà creato un ulteriore frutto, bellissimo e inaspettato.
In una città come Roma, che spesso pigramente accetta i cambiamenti con estrema lentezza, un’aiuola ordinata può rappresentare uno stimolo verso un futuro più vivibile.

6. Quali reazioni suscitano nella cittadinanza le vostro iniziative?
Le nostre azioni creano sempre una certa curiosità. Spesso veniamo confusi con gli operai del verde del comune e molti si stupiscono del nostro stackanovismo domenicale. Quando, invece, si rendono conto della nostra natura “ufficiosa” e spontanea, molti si congratulano, altri promettono di partecipare in futuro, altri ancora (i pessimisti) ci ricordano la possibile caducità di quello che stiamo facendo e, infine, tanti ci ringraziano per aver scelto la loro zona. A Tor bella Monaca, ad esempio, funestati dai cattivi presagi di coloro che ci dicevano che le piante avrebbero avuto vita breve, siamo stati contenti di ritrovarle tutte lì e di aggiungerne di nuove. Perchè, a volte, qualcosa può cambiare. In meglio.

7. Qual’è il vostro rapporto con le autorità municipali? Avete incontrato problemi a causa delle vostre azioni?
Non abbiamo un rapporto con le istituzioni ufficiali. In alcuni casi i vigili urbani si sono avvicinati ma costatando il fatto che facciamo solo bene a questa città, non ci hanno detto nulla.

8. Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Stiamo lavorando molto nella creazione di una rete nazionale della guerrilla gardening dopo l’esperienza andata benissimo il 4-5-6 novembre da noi promosse con il gruppo torinese Badili Badola . Ci sono state tantissime adesioni in tutta Italia e soprattutto una massiccia partecipazione da parte della capitale. C’è anche in progetto di ripetere questa esperienza nazionale portando a primavera tutti i gruppi italiani qui a Roma per una zappata collettiva. Ma intanto continueremo ad allenarci con vanghe e zappe ed a sporcarci le mani di terra nelle periferie e non solo.

9. Come si può partecipare alle vostre iniziative?
Tutte le informazioni si possono trovare sulla pagina Facebook dei Giardinieri Sovversivi Romani oppure inviandoci una email su giardinierisovversiviromani@gmail.com possiamo inserire gli aspiranti giardinieri sovversivi nella nostra newsletter.
Per il resto per partecipare ad una guerrilla gardening basta davvero poco: una paletta, una zappa ed una pianta ma soprattutto tanto entusiasmo! Se non si ha il materiale tuttto quello che si porta è comunuqe in condivisione e i più esperti sono pronti a suggerire i metodi giusti per trattare piante ed “attrezzi del mestiere”.

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Commenta l'articolo! Ci sono 3 commenti

  1. Francesca scrive:

    Ciao a tutti, siete fortissimi, è bello leggere queste cose,ti fanno sentire bene e ti fanno venire la voglia di fare altrettanto nella ns città. Presto mi metterò in contatto con voi.
    Grazie infinite di esistere e portare avanti questi progetti,
    un abbraccio
    Francesca

  2. alessandro scrive:

    Salve,sono contento del vostro movimento,perarlo sono anche un giardiniere nn vedo l ora di conoscervi e colorare la citta’ di piante con voi!Se cortesemente mi potreste dare un vostro contatto,che nn roiesco a contattarvi!un abbrraccio alessandro

  3. Maria Grazia Maranghi scrive:

    Bravissimi. Ho un sogno da realizzare insieme a voi. Conoscete il Parco della Caffarella? E’ bellissimo ma d’estate e’ troppo caldo per la mancanza di alberi. Il mio sogno e’ rimboschire la Caffarella per molti motivi oltre quello gia’ citato:

    ! – Preservare il territorio dal dissesto idrogeologico.

    2 – Dare un contributo per ridurre l’inquinamento della citta’ creando un polmone
    verde nel cuore di Roma.

    3 – Rivalutare un’ area cosi’ importante per il valore archeologico e paesaggistico.

    Proporrei lungo le 2 marane e lungo l’Almone : SALICI, PIOPPI, VETRICI:

    Sulla parti scoscese: PINI, CIPRESSI, OLEANDRI.

    Lungo i sentieri: QUERCE, IPPOCASTANI, TIGLI, GELSI.

    AMPLIARE IL BOSCO SACRO DELLA NINFA EGERIA CON LECCI E CIPRES-
    SI.

    iL PROGETTO E’ AMBIZIOSO LO SO MA CI DAREBBE UNA MANO ANCHE “LA RESILIENZA ” DI PALESTRINA CHE POTREBBE FORNIRE LE PIANTINE CRESCENDOLE DAL SEME ABBATTENDO DRASTICAMENTE I COSTI
    CHE NE DITE? A PRESTO MARIA GRAZIA

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