Agricoltura sociale: una riflessione

scritto da Laura il 31 ottobre 2011 | nessun commento
in I consigli

La crisi finanziaria, la disoccupazione che sempre più assume aspetti globali e investe settori che si pensavano immuni (pensiamo al settore bancario), il disagio a volte nascosto a volte dirompente e tragico dei giovani, fanno sì che ci si guardi dentro e fuori di noi, per capire il senso delle priorità. Calpestiamo il suolo, mangiamo, trascorriamo le vacanze senza a volte accorgersi che nel tempo avvengono svariate trasformazioni, percettibili solo se ci fermiamo un po’, selezioniamo gli eventi, verifichiamo i nostri valori.

In questo tramestio di congetture, emozioni, eventi, il rapporto con la terra è un riappropriarsi della concretezza, del valore del mio lavoro, di me stesso. Tutto ciò è forse ancor più percepibile dai cittadini che vivono in condizioni spesso estranee alla natura. Avere sul balcone dei piccoli vasi di basilico dona già un pensiero creativo e gratificante: l’intenso profumo delle foglie, il loro utilizzo in cucina, il preparare il sugo (semplice ma piacevole) innesca un dinamismo psichico di benessere.

Le amministrazioni pubbliche più accorte hanno percepito l’importanza di questo valore e molte creano gli orti sociali. Orti in cui si mescolano le varie anzianità che si sentono ancora di vivere e sperare (magari rafforzate dal semplice raccolto) con ciò aumentando la salute e attuando una prevenzione sanitaria. Anche gruppi di famiglie son desiderose di riunirsi fra loro e pur essendo un lavoro faticoso (la terra è bassa!) si ritrovano, si scambiano pareri, magari si rinsaldano rapporti freddi che con il lavoro condiviso riprendono il calore.. Tutto ciò rientra nella sfera dell’agricoltura civica ma anche sociale. Poi ovviamente c’è la componente anche strategica dell’agricoltura sociale e qui economisti e ricercatori possono ben illustrare. Ma è molto variegata e a livello politico ancora esistono zone d’ombra. La legislazione nazionale non c’è anche se sta nascendo in questi giorni un forum dell’agricoltura sociale che si pone l’obiettivo di creare un sistema, di favorire le reti, di dare certezze del diritto e intervenire in una necessaria revisione del welfare locale.

Le terapie verdi (ortoterapia, onoterapia, ippoterapia, ecc..) sono anche un’opportunità di diversificazione dell’impresa agricola che oggi con la legge di orientamento del 2001 può mantenere il suo status agricolo pur attivando servizi al consumatore (ma qui sono al cittadino) in connessione con l’attività primaria. Tanti i beneficiari dell’agricoltura sociale: minori in abbandono, anziani soli, ex tossici, detenuti da riabilitare, rifugiati politici, persone con disagio psichico, ecc.. Un nuovo sistema di rural-social integrato con nuove e riqualificate professionalità che auspico possa anche rivitalizzare le aree interne e quindi anche provvedere alla difesa del territorio.

a cura di Stefano Pierini

Foto: em_diesus

{lang: 'it'}

Lascia il tuo commento!

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.